Propagazione bulbi – “Scooping” e “Scoring”

Premesse

  • Non è forse il momento migliore per mostrarvi questa tecnica, che deve essere praticata solamente su bulbi dormienti; il periodo migliore è agosto, quando la dormienza sta per finire, seppure i bulbi in vendita sono generalmente dormienti anche ad ottobre e novembre, consentendo un poco di prolungare il periodo in cui questa tecnica può essere utilizzata
  • è la prima volta che applico questa tecnica, così come mi è stata insegnata a Threave garden; non sono certo del risultato, seppur sia sicuro della bontà di questo metodo.

Quale materiale può essere propagato: tutti i bulbi primaverili come narcisi, tulipani, bucaneve, fritillarie, giacinti e Hyacinthoides, Ipheion e molti altri; anche con i crochi si può tentare nonostante siano dei cormi e non dei bulbi. Per poter seguire le istruzioni che seguiranno alla lettera (incluse di periodo dell’anno), bisogna scegliere specie o cultivar dei generi menzionati che abbiano una fioritura primaverile.

Strumenti: guanti, sicuramente necessari con i narcisi perché i tessuti sono impregnati di un alcaloide potenzialmente velenoso se ingerito, ma che è bene indossare quando si maneggia qualsiasi tipo di materiale vegetale; un coltellino con la punta affilata e tagliente.

 

Procedura preliminare per entrambe le tecniche

  • Assicurarsi che il bulbo sia abbastanza secco (non umido, appena tirato fuori dal terreno) e pulito
  • Controllare che non ci siano malattie o parassiti, altrimenti potrebbero verrebbero trasmessi ai bulbilli ottenuti
  • Indossando i guanti, eliminare la prima e la seconda tunica (ovvero quelle membrane sottili che hanno quasi la consistenza della carta e che avvolgono il bulbo)
  • ripulire la sommità del bulbo (il lato dal quale vengono fuori le foglie) e tagliarla usando il coltello
  • ripulire del bulbo da radici secche e terra, senza però danneggiarla creando ferite con le unghie (fig. 1)

    fig. 1

“Scooping”

Non c’è una traduzione precisa in italiano per questo metodo che letteralmente verrebbe tradotto “scavo”, perché in effetti non si fa altro che “scavare” un piccolo buco alla base del bulbo madre.

  1. Indossando i guanti e con la punta del coltellino (in verità si potrebbe utilizzare un cucchiaino con i bordi taglienti anche se non so quanti ne abbiano uno) incidere la base del bulbo come se si volesse tagliare un cono, profondo 1-2 cm al massimo, avente base proprio la base del bulbo. Nell’operazione si deve cercare di lasciare intatto il margine esterno perché è da lì che si svilupperanno i bulbilli (fig. 2 e 3). Di solito viene consigliato di coprire la ferita con della polvere o sostanza fungicida per prevenire successive infezioni; io nel mio tentativo ho fatto a meno, vedremo se verrò punito o no!
    fig. 2

    fig. 3
  2. Mettere il bulbo a testa in giù (base del bulbo verso l’alto) e infilarlo in un vaso riempito con del compost all’incirca per metà della sua lunghezza. Il compost è costituito per metà di terriccio da semina e per metà da materiale drenante (perlite, sabbia o ghiaino, etc.). La torba potrebbe essere utilizzata al posto del terriccio da semina, seppur non molto sostenibile in termini ambientali e per questo sconsigliata almeno da me
  3. Mettere il vaso in casa, magari su uno scaffale in ombra o fare in modo che i libri ombreggino il vaso e aspettare più o meno primavera prossima, quando all’incirca una trentina di bulbilli dovrebbero essersi formati sul margine esterno della cavità

“Scoring”

Letteralmente significa incisione e in effetti questa tecnica consiste nell’incidere la base del bulbo.

  1. Usando la punta del coltellino (non andare più in profondità di 1-2 cm) incidere il disco basale del bulbo formando una croce che sia più o meno centrata (fig. 4 e 5). Praticando questa incisione bisogna stare molto attenti a non andare oltre il piatto (le mie foto in questo senso non sono di grande esempio)
  2. Seguire 2. e 3. Come per lo “scooping”
fig. 4
fig. 5

Si può decidere in entrambi i casi di usare vasi di diverse dimensioni, in base al numero di bulbi che si vuole propagare. Non devono essere stipati eccessivamente, ma considerando che i bulbilli non creeranno radici finché attaccati al bulbo madre, possono essere posizionati sufficientemente vicini.

Il compost va tenuto abbastanza umido ma senza esagerare per evitare marciumi e in questo senso la sabbia, il ghiaino o la perlite eviteranno ristagni idrici nel vaso.

I bulbilli potranno essere staccati dal bulbo madre una volta che inizieranno a produrre le foglie perché in quel momento inizierà la fotosintesi ed è bene interrare i bulbilli ed esporli ad un’ambiente più luminoso all’aperto.

Io ho sistemato i miei due vasetti con terriccio e perlite su un mobile del soggiorno dove un ignoto nume tutelare dell’orto botanico di Cambridge li custodirà.

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